In breve
Il tracciato (CTG, cardiotocografia) registra insieme il battito cardiaco del bambino e le contrazioni dell’utero. Il sensore esterno sull’addome dà informazioni accurate solo sulla frequenza delle contrazioni: intensità e durata non si possono stabilire con certezza (SIGO, AOGOI, AGUI), quindi il numero accanto alla curva, per esempio 30, 40 o 100, è un valore relativo e non dice quanto è forte una contrazione. Nelle gravidanze senza complicazioni le linee guida del Ministero della Salute non prevedono il tracciato, ma molti punti nascita lo propongono comunque al termine, per esempio il Policlinico Gemelli dopo la 40a settimana. Un’app per le contrazioni non lo sostituisce: salva solo gli orari che tocchi tu.
Indice
- Cos’è il tracciato in gravidanza (CTG)?
- Come si legge il tracciato: le due curve
- Tracciato delle contrazioni a 30, a 40 o a 100: cosa significano i numeri?
- Quando si fa il tracciato in gravidanza?
- Esiste un’app per il tracciato delle contrazioni?
- Annotare le contrazioni a casa prima di andare in ospedale
Forse eri sdraiata per il tracciato e ti sei chiesta perché il numero accanto alla curva delle contrazioni restasse basso mentre la contrazione faceva male. Oppure cerchi un apparecchio che misuri le contrazioni a casa. Il tracciato in gravidanza, cioè la cardiotocografia (CTG), registra il battito del bambino e le contrazioni: mostra bene ogni quanto arrivano, ma non in modo affidabile quanto sono forti o quanto fanno male.
Cos’è il tracciato in gravidanza (CTG)?
Il tracciato è la cardiotocografia, in sigla CTG. Il Policlinico Gemelli lo descrive come un esame che registra insieme il battito cardiaco del feto e le contrazioni dell’utero con due trasduttori posizionati sull’addome: uno a ultrasuoni per la frequenza cardiaca del bambino e uno di pressione, il tocometro, che misura frequenza, durata e «intensità relativa» delle contrazioni. I dati compaiono su un tracciato continuo letto dal medico o dall’ostetrica. In gravidanza si chiama anche non stress test (NST), cioè senza stress da contrazione, e non richiede contrazioni (SIGO, AOGOI, AGUI).
Dura di solito 20-30 minuti, di più se serve una valutazione approfondita (Gemelli); per le raccomandazioni di SIGO, AOGOI e AGUI almeno 20. Per il Gemelli è meglio non presentarsi a digiuno: un pasto leggero circa un’ora prima favorisce l’attività del bambino. Stai semiseduta, con un’inclinazione di circa 30°, o sul fianco sinistro: la posizione a pancia in su va evitata, perché l’utero può comprimere l’aorta e la vena cava e ridurre l’ossigenazione del bambino (SIGO, AOGOI, AGUI).
Come si legge il tracciato: le due curve
Sul monitor o sulla striscia di carta ci sono due curve: quella superiore mostra il battito del bambino in battiti al minuto (bpm), quella inferiore le contrazioni.
Per il battito, ostetriche e ginecologi guardano linea di base, variabilità, accelerazioni e decelerazioni e valutano il quadro nell’insieme, tenendo conto del caso clinico. Le raccomandazioni di SIGO, AOGOI e AGUI adattano la consensus FIGO del 2015 e, in travaglio, classificano i tracciati in tipo 1, 2 e 3, per non usare parole che possono creare ansia davanti alla donna e ai familiari. Un tracciato di tipo 1, cioè normale, ha questi valori:
| Caratteristica | Cosa indica | Tracciato di tipo 1 |
|---|---|---|
| Linea di base | la frequenza intorno a cui si muove la curva del battito | 110-160 battiti al minuto |
| Variabilità | quanto la curva oscilla attorno alla linea di base | 5-25 battiti al minuto |
| Decelerazioni | cali temporanei del battito | nessuna decelerazione ripetitiva, cioè associata a più della metà delle contrazioni |
Se manca almeno una di queste caratteristiche, senza segni patologici, il tracciato è di tipo 2: la probabilità di ipossia, cioè di carenza di ossigeno, è bassa, e l’équipe corregge le cause reversibili e controlla più da vicino. Il tipo 3 ha segni patologici e richiede un intervento immediato. In gravidanza, dopo le 32 settimane, il tracciato è «reattivo» se in 20-40 minuti compaiono almeno due accelerazioni del battito di almeno 15 battiti e di almeno 15 secondi. Se non compaiono è «non reattivo»: il bambino può avere periodi di sonno più lunghi, ma un medico rivede subito il quadro clinico e verifica che non ci sia sofferenza (SIGO, AOGOI, AGUI).
La valutazione spetta a chi ha esperienza: la lettura della variabilità, per esempio, cambia molto da un operatore all’altro (SIGO, AOGOI, AGUI). I numeri sul monitor non devi interpretarli da sola: chiedi. La curva inferiore mostra ogni contrazione come una collina a campana; contando le colline in 10 minuti sai ogni quanto arrivano.
Infografica
Come si legge un tracciato
Curva superiore: battito cardiaco del bambino in battiti al minuto; la linea di base è normale tra 110 e 160 (SIGO, AOGOI, AGUI; area colorata)
Curva inferiore: contrazioni mostra bene ogni quanto arrivano le contrazioni; forza e durata il sensore esterno non le misura con certezza
Tracciato delle contrazioni a 30, a 40 o a 100: cosa significano i numeri?
Il valore accanto alla curva delle contrazioni, 30, 40 o 100, fa chiedere se sia tanto o poco, o quanto deve essere il tracciato per partorire. Non esiste un valore da raggiungere. Il sensore esterno è un tocodinamometro: registra l’aumento di tensione dell’utero attraverso la parete addominale, non la pressione dentro l’utero (SIGO, AOGOI, AGUI). Per il Gemelli misura frequenza, durata e intensità «relativa»; per SIGO, AOGOI e AGUI dà informazioni accurate solo sulla frequenza, e intensità e durata non si possono determinare con certezza. Reagisce anche ai movimenti della mamma e del bambino, e una sonda posizionata male, una fascia poco tesa o molto tessuto adiposo possono falsare la registrazione.
Lo conferma uno studio di Miles e colleghi del 2001: in 20 donne in travaglio attivo, tra 36 e 41 settimane, furono confrontati per 2 ore il sensore esterno e un catetere di pressione nell’utero. La frequenza coincideva bene (r = 0,75), l’ampiezza e la durata poco (r = 0,26 e 0,27). Lo studio è piccolo e l’indice di massa corporea mediano era 31,8 kg/m²: gli autori concludono che in questo gruppo non ci si dovrebbe affidare al solo sensore esterno.
Il numero, quindi, non dice quanto è forte una contrazione, né quanto fa male, né se il collo dell’utero si sta aprendo: per l’ACOG a volte solo una visita vaginale permette di distinguere le contrazioni vere da quelle preparatorie (vedi contrazioni di Braxton Hicks). Il dolore non lo misura nessuno strumento: dillo all’ostetrica anche se la curva sembra piatta.
Quando si fa il tracciato in gravidanza?
In gravidanza
Le linee guida del Ministero della Salute, richiamate dalle raccomandazioni di SIGO, AOGOI e AGUI del 2021, non prevedono la cardiotocografia per valutare il benessere del bambino nelle gravidanze senza complicazioni; per le raccomandazioni, nel basso rischio non ha indicazione e non deve essere eseguita. Serve con un rischio documentato, per esempio:
- gravidanza oltre le 41 settimane + 0 giorni
- diminuita percezione dei movimenti del bambino (se il tracciato è reattivo e il liquido amniotico è regolare, non serve ripeterlo)
- disturbi ipertensivi della gravidanza
- restrizione della crescita del bambino
- minaccia di parto prematuro
Di norma non si inizia prima delle 32 settimane. Se il bambino si muove meno del solito, chiama subito, e lo stesso se hai meno di 37 settimane e pensi che il travaglio sia iniziato (NHS).
Nella pratica molti punti nascita lo propongono anche a termine. Il Gemelli lo esegue di routine nelle gravidanze a basso rischio dopo la 40a settimana; a Bolzano, nell’ambulatorio della gravidanza a termine, l’ostetrica lo fa alla visita a 40+1. Le stesse raccomandazioni riportano che in molti centri italiani si fa anche senza un’indicazione specifica. Se vuoi sapere perché lo fanno a te, chiedilo.
In ospedale e in travaglio
Per il Ministero della Salute, in travaglio l’ostetrica ascolta regolarmente il battito. Per SIGO, AOGOI e AGUI, nei travagli fisiologici si usa di routine l’auscultazione intermittente: l’ostetrica ascolta il battito durante una contrazione e per almeno 30 secondi dopo, ogni 15 minuti nella fase attiva e ogni 5 minuti nel secondo stadio, e resta accanto alla donna, uno a uno. Il tracciato continuo si fa con un’indicazione specifica a travaglio attivo, per esempio perdite di sangue, febbre, crescita ridotta del bambino, liquido tinto di meconio o contrazioni troppo frequenti, oppure se l’ascolto mostra anomalie. L’«admission test», il tracciato di 20-30 minuti per tutte all’inizio della fase attiva, non ha prove solide di efficacia e potrebbe far aumentare i tagli cesarei. Con la telemetria, cioè sonde senza fili, puoi muoverti durante il tracciato. A Bolzano il bambino è monitorato quasi costantemente con il tracciato o con l’auscultazione intermittente: chiedi come funziona nel tuo punto nascita.
Esiste un’app per il tracciato delle contrazioni?
Un’app non può sostituire il tracciato. Anche la nostra app non misura nulla sul corpo: tocchi quando una contrazione inizia e quando finisce, e l’app calcola durata e intervallo (come calcola l’app). Se il bambino sta bene lo verificano l’ostetrica o il medico, con l’ascolto del battito o il tracciato. L’app ti risparmia i calcoli quando sei a casa di notte e ti avvisa quando è raggiunta la regola che hai impostato.
Annotare le contrazioni a casa prima di andare in ospedale
A casa nessuno fa il tracciato, ma puoi annotare l’andamento delle contrazioni, ed è su questo che si basano le regole per andare in ospedale.
- Segna inizio e fine di ogni contrazione, con orologio e foglio oppure con il diario delle contrazioni da stampare.
- Annota quando si sono rotte le acque e com’era il liquido amniotico.
- Controlla se perdi sangue e se il bambino si muove come al solito.
Il Policlinico di Milano indica di andare in ospedale con contrazioni regolari, una ogni 5 minuti, di 50-60 secondi, per almeno un’ora; l’AUSL di Piacenza con contrazioni dolorose ogni 3-4 minuti, specialmente se non è il primo figlio. Se il tuo punto nascita ti ha dato un’altra regola, vale la sua. Chiama subito se si rompono le acque, se perdi sangue, se il bambino si muove meno del solito, se una contrazione dura più di 2 minuti o se ne hai 6 o più in 10 minuti (NHS). In ospedale mostra gli appunti all’ostetrica: non sostituiscono una visita, ma le danno un quadro rapido di come sono cambiate le contrazioni. Come si misurano lo spiega come contare le contrazioni; quando partire, quando andare in ospedale.
Chiama subito, a prescindere dalle contrazioni
Se riconosci anche solo uno di questi segnali, non aspettare che le contrazioni rientrino in una regola: chiama subito l’ostetrica, il ginecologo o la sala parto, di giorno come di notte. L’elenco segue il servizio sanitario britannico NHS e l’ACOG, la società statunitense di ostetricia e ginecologia; il Policlinico di Milano indica molti degli stessi segnali.
- Si rompono le acque, anche se non hai ancora contrazioni.
- Il liquido è colorato o ha un cattivo odore.
- Hai perdite di sangue dalla vagina. Qualche striatura di sangue nel tappo mucoso può farne parte: se il sangue è di più, chiama.
- Il bambino si muove meno del solito.
- Hai un dolore forte e continuo che non passa tra una contrazione e l’altra.
- Hai la febbre, cioè 38 °C o più.
- Non hai ancora compiuto 37 settimane e pensi che il travaglio sia iniziato.
- Una contrazione dura più di 2 minuti, oppure hai 6 o più contrazioni in 10 minuti.
- Non sei sicura o sei preoccupata. Puoi chiamare in qualsiasi momento.
Chiama il 112 o il 118 se senti un forte bisogno di spingere e pensi che il bambino stia per nascere.
Fonti di questo elenco: NHS: Signs that labour has begun (2023); NHS: Pregnancy symptoms you need to get help for; ACOG: How to tell when labor begins; Policlinico di Milano, Mangiagalli Center: Quando andare in Ospedale (2024)
Domande frequenti
Cosa significano i numeri del tracciato delle contrazioni a 30, a 40 o a 100?
Sono valori relativi: il Policlinico Gemelli parla di intensità «relativa» delle contrazioni. Il sensore esterno registra la tensione attraverso la parete addominale e, secondo SIGO, AOGOI e AGUI, dà informazioni accurate solo sulla frequenza: intensità e durata non si possono determinare con certezza. Un numero alto o basso non dice quanto è forte la contrazione, né se il collo dell’utero si sta aprendo.
Quando si fa il primo tracciato in gravidanza?
Dipende dal rischio e dal punto nascita. Le linee guida del Ministero della Salute, richiamate dalle raccomandazioni di SIGO, AOGOI e AGUI, non prevedono il tracciato nelle gravidanze senza complicazioni; lo indicano per esempio dopo 41 settimane + 0 giorni, se il bambino si muove meno, in caso di ipertensione o di crescita ridotta, e di norma non prima delle 32 settimane. Nella pratica molti punti nascita lo propongono comunque al termine: il Policlinico Gemelli dopo la 40a settimana, l’Ospedale di Bolzano alla visita a 40+1.
Quanto dura il tracciato?
Per il Policlinico Gemelli circa 20-30 minuti, di più se serve una valutazione più approfondita; le raccomandazioni di SIGO, AOGOI e AGUI indicano un minimo di 20 minuti. Stai semiseduta o sul fianco sinistro, evitando la posizione a pancia in su.
Che valori deve avere il tracciato?
Per SIGO, AOGOI e AGUI, che adattano la consensus FIGO del 2015, un tracciato di tipo 1, cioè normale, ha una linea di base del battito tra 110 e 160 battiti al minuto, una variabilità di 5-25 battiti al minuto e nessuna decelerazione ripetitiva. Se manca almeno una di queste caratteristiche, senza segni patologici, è di tipo 2. La valutazione spetta sempre all’ostetrica o al medico, in base al quadro clinico.
Come capire se il tracciato va bene?
Lo valutano l’ostetrica o il medico, insieme ad altre informazioni cliniche (SIGO, AOGOI, AGUI). In gravidanza, dopo le 32 settimane, è reattivo se in 20-40 minuti compaiono almeno due accelerazioni del battito, di almeno 15 battiti per almeno 15 secondi; se non compaiono, un medico rivede il quadro clinico. Se hai dubbi sul risultato, chiedi che ti venga spiegato.
Esiste un’app per il tracciato delle contrazioni?
Un’app non può sostituire il tracciato. Le app per le contrazioni, come la nostra, non misurano nulla sul corpo: salvano gli orari in cui tocchi l’inizio e la fine di una contrazione e calcolano durata e intervallo. Se il bambino sta bene lo verificano l’ostetrica o il medico, ascoltando il battito o facendo il tracciato.
Fonti
- SIGO, AOGOI, AGUI (Fondazione Confalonieri Ragonese): Monitoraggio cardiotocografico in travaglio, Raccomandazioni n. 6 (2018)
- SIGO, AOGOI, AGUI (Fondazione Confalonieri Ragonese): Raccomandazioni sulla cardiotocografia ante partum (2021)
- Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS: Monitoraggio cardiotocografico, cos’è, come funziona e quando si esegue (2026)
- Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, Comprensorio sanitario di Bolzano: Brochure informativa Ostetricia, Punto nascita (2023)
- Ministero della Salute: Parto (2024)
- Policlinico di Milano, Mangiagalli Center: Quando andare in Ospedale (2024)
- AUSL di Piacenza: Quando venire in ospedale (2025)
- FIGO: Ayres-de-Campos D, Spong CY, Chandraharan E: FIGO consensus guidelines on intrapartum fetal monitoring: Cardiotocography. Int J Gynaecol Obstet (2015)
- Miles AM, Monga M, Richeson KS: Correlation of external and internal monitoring of uterine activity in a cohort of term patients. Am J Perinatol (2001)
- ACOG: How to Tell When Labor Begins (2025)
- NHS: Signs that labour has begun (2023)
Questo articolo non sostituisce il parere medico. Nel dubbio, chiama sempre l’ospedale, il ginecologo o l’ostetrica; in caso di emergenza il 112 o il 118.
